Trasporto di materiale sanitario con voli di droni: l’area flegrea laboratorio nazionale
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17 settembre 2026
Uno degli aspetti più significativi dei test riguarda proprio la riduzione dei tempi di trasporto. Grazie all’impiego di un drone cargo heavy-lift con capacità fino a 100 chilogrammi, sviluppato dalla tech company altoatesina FlyingBasket, è stato possibile collegare rapidamente la zona flegrea con una struttura sanitaria di Casamicciola.
Un collegamento che, attraverso i tradizionali sistemi di trasporto, può richiedere tempi sensibilmente più lunghi e che risente delle condizioni del traffico, del meteo e della disponibilità dei collegamenti marittimi.
Il progetto nasce quindi con un obiettivo preciso: sperimentare una modalità di trasporto alternativa, veloce e potenzialmente replicabile per garantire maggiore continuità nell’approvvigionamento sanitario delle aree insulari e dei territori più difficili da raggiungere.
I test sono stati realizzati grazie alla collaborazione tra ASL Napoli 2 Nord, enti locali e aziende private. Tra i protagonisti dell’iniziativa figurano i Comuni di Bacoli e Casamicciola Terme, con la collaborazione dei sindaci Josi della Ragione e Giuseppe Ferrandino.
Per Unmanned4you, startup napoletana impegnata nello sviluppo di soluzioni basate sui droni per logistica, delivery, sorveglianza, ricerca e soccorso e monitoraggio ambientale, il progetto Aetos rappresenta un passaggio importante verso l’utilizzo dei droni in applicazioni concrete al servizio del territorio.
«Questo progetto vede collaborazioni con enti pubblici e privati che hanno creato grande sinergia per portare innovazione in un settore come la sanità», spiega Carmine Esposito, co-founder di Unmanned4you.
Secondo Esposito, l’introduzione di tecnologie innovative può contribuire ad affrontare anche il tema della sostenibilità futura del sistema sanitario, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato finalizzata alla sperimentazione e alla diffusione di nuove soluzioni.
La capacità di trasportare fino a 100 kg amplia notevolmente le possibili applicazioni dei droni cargo. Non si tratta infatti soltanto di movimentare piccoli pacchi o medicinali urgenti: la tecnologia può essere utilizzata anche per trasportare attrezzature, ricambi tecnici, forniture strategiche e altri materiali voluminosi.
Una possibilità particolarmente interessante per le isole e per le aree soggette a fenomeni di dissesto o a condizioni ambientali complesse.
In caso di maltempo, interruzioni stradali, problemi ai collegamenti marittimi o emergenze che rendano temporaneamente difficili gli spostamenti, un sistema di trasporto aereo autonomo o remotamente pilotato potrebbe contribuire a mantenere attivi alcuni collegamenti essenziali.
È proprio in questi scenari che, secondo Unmanned4you, i droni possono assumere un ruolo importante anche nelle attività di emergenza e soccorso.
La conclusione positiva delle prove rappresenta però soltanto una prima fase.
«La riuscita delle prove di volo rappresenta il primo tassello di un percorso più ampio», sottolinea Carmine Esposito. L’obiettivo, ora, è trasformare la sperimentazione in un servizio operativo stabile e ripetibile, lavorando sull’integrazione dei processi a terra, sulla gestione del rischio e sulla formazione del personale.
Nel progetto un ruolo importante è stato svolto anche da EuroUSC Italia, che ha affiancato Unmanned4you nel percorso autorizzativo.
«Il rispetto dei requisiti non è un semplice adempimento formale, ma il presupposto per garantire la sicurezza e trasformare una sperimentazione in un servizio stabile e replicabile», spiega Marco Ducci, CEO di EuroUSC Italia.
L’attività ha riguardato, tra gli altri aspetti, la definizione del concetto operativo, l’analisi del rischio e il confronto con le autorità competenti.
A fornire il drone cargo utilizzato durante i test è stata FlyingBasket, azienda altoatesina specializzata nella progettazione e nello sviluppo di droni heavy-lift per applicazioni logistiche.
Per Moritz Moroder, CEO di FlyingBasket, l’esperienza dimostra il potenziale dei droni cargo nel rendere più resilienti i collegamenti sanitari con le isole e con i territori difficili da raggiungere.
«Quando si trasportano sangue, materiale biologico o forniture sanitarie, rapidità e affidabilità possono fare davvero la differenza», osserva Moroder.
Il progetto Aetos rappresenta quindi un esempio di come la tecnologia dei droni possa essere applicata a esigenze concrete del sistema sanitario, andando oltre gli impieghi tradizionali della tecnologia.
Oltre alla velocità, il trasporto con droni potrebbe offrire anche vantaggi sul piano ambientale.
Il collegamento diretto tra due punti permette infatti di evitare parte degli spostamenti necessari con i mezzi tradizionali e, in determinate condizioni operative, di ridurre il ricorso a veicoli alimentati da combustibili fossili.
«L’utilizzo di droni per collegare fra loro zone impervie, in massima sicurezza, rappresenta sempre più una rivoluzione per i servizi di logistica», commenta Esposito.
Il volo sperimentale tra la zona flegrea e Casamicciola ha mostrato concretamente questa possibilità: due strutture sanitarie sono state messe in collegamento in circa 15 minuti, dimostrando come i droni cargo possano diventare uno strumento complementare alla logistica sanitaria tradizionale.
Il progetto Aetos si inserisce in un contesto territoriale particolarmente significativo. L’area flegrea e le isole del Golfo di Napoli presentano infatti caratteristiche che rendono strategico lo sviluppo di sistemi di trasporto alternativi: insularità, collegamenti marittimi condizionati dal meteo, infrastrutture sottoposte a stress e territori interessati da fenomeni naturali come il bradisismo.
La sperimentazione condotta da Unmanned4you, ASL Napoli 2 Nord, Comuni, EuroUSC Italia e FlyingBasket punta quindi a verificare sul campo se i droni cargo possano diventare una componente stabile della logistica sanitaria.
Il passaggio successivo sarà trasformare i risultati dei test in procedure operative, sicure e replicabili. Se questo percorso avrà successo, l’esperienza maturata nell’area flegrea potrebbe diventare un modello applicabile anche ad altri territori italiani caratterizzati da isolamento geografico, emergenze infrastrutturali o difficoltà di collegamento.
Dalla sperimentazione al servizio: il vero obiettivo di Aetos è dimostrare che un drone cargo può diventare, quando le condizioni lo consentono, un nuovo anello della catena logistica sanitaria.
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